Jack Irons e i Red Hot Chili Peppers: una reunion d’eccezione per commemorare Hillel Slovak

Ogni singolo membro dei Red Hot Chili Peppers ha significato qualcosa di speciale nel cuore di molti fan: dal primo all’ultimo, da chi è rimasto a chi vi è semplicemente transitato, ognuno ha portato qualcosa di unico nel sound, nello spirito della band, lasciandovi un segno indelebile.

Questo è davvero quanto la band ha voluto dimostrare lo scorso 25 giugno, in occasione del ventinovesimo anniversario dalla scomparsa del chitarrista e membro fondatore Hillel Slovak, durante il live a Grand Rapids (Michigan, USA) invitando sul palco il primissimo batterista Jack Irons per una jam session d’eccezione. In un fantastico revival della prima formazione, e dopo la breve introduzione di Flea, il batterista -noto anche per la sua collaborazione con altre band come Pare Jam e Eleven- ha eseguito Fire, brano di Jimi Hendrix che Hillel aveva fatto suo reinterpretandolo e che era stato inserito prima nell’album Abbey Road EP (1988) e poi, dopo la sua morte, anche in Mother’s Milk (1989).

Non c’è dubbio sul fatto che Irons e Slovak fossero grandi amici e che la tragica scomparsa di quest’ultimo avesse sconvolto il batterista tanto da indurlo ad abbandonare la band poco dopo. Ebbene, 29 anni dopo Jack è tornato sul palco per rendere omaggio a una persona importante, un vecchio amico, un artista che ha segnato la parte fondamentale della carriera dei Chili Peppers -e di qualsiasi altro gruppo in verità-, ovvero gli esordi. Un bel modo per fare un salto nel passato trascinandovi, con un pizzico di nostalgia anche il pubblico, regalando così un’emozione a tutti i fan che non hanno mai scordato lo stile unico di Hillel.

Cliccando qui potete vedere il video di Fire eseguito con Jack Irons alla batteria.

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